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Giustizia e Società Civile – Quale CSM e quale giudice oggi”
La situazione della giustizia italiana


La trasparenza è uno degli obiettivi, tutta l’attività che si svolge nel Consiglio deve essere fatta alla luce del sole. Il CSM è uno strumento per una giustizia migliore, perché un giudice autonomo e indipendente vuol dire una giustizia migliore e a servizio della collettività”.

A margine del convegno organizzato dalla Scuola di formazione ADG – Alta Docenza Giuridica il 29 ottobre a Napoli, il presidente della Commissione Ministeriale sulla Riforma del CSM Luigi Scotti ha rilasciato dichiarazioni sulla situazione della giustizia in Italia.

I tempi della giustizia sono una tragedia: mancano 1200 magistrati, da venti anni non vengono indetti concorsi per funzionari di cancelleria e il numero di leggi è oltre l’ordinario. Tutto ciò finisce ovviamente per avere un peso. Sarebbe ottimo se tutte le caselle vuote fossero riempite, se si facessero i concorsi per i funzionari e se i magistrati si rimboccassero le maniche e lavorassero un po’ di più. Sono stato presidente del Tribunale di Roma e dicevo ai colleghi in maniera provocatoria di raddoppiare la produttività: a momenti mi fecero uno sciopero contro. Poco a poco, però, aumentarono la produttività, quindi è un risultato che si può ottenere”.

Confronto costruttivo sulla Riforma”

Durante l’evento, organizzato in collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confcommercio Napoli e i giovani avvocati dell’AIGA Napoli, i numerosi relatori presenti hanno analizzato il tema “Giustizia e Società Civile: quale CSM e quale giudice oggi“, sotto il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, che nell’ultima settimana di ottobre celebra la Giornata Europea della Giustizia.

Sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura c’è grande collaborazione e un confronto costruttivo con la Commissione ministeriale presieduta da Luigi Scotti. Il CSM ha fatto passi importanti verso l’autoriforma, dando forti segnali di trasparenza e regole nuove sugli incarichi direttivi. Restano due grandi temi, il peso delle correnti e la loro rappresentanza dentro il Consiglio Superiore della Magistratura e poi l’aspetto disciplinare: occorre una riflessione per capire se lasciare la sezione disciplinare all’interno del CSM o portarlo fuori costituendo un’altra corte che si occupi della disciplinare di tutti i giudici“. Cosimo Maria Ferri, sottosegretario di Stato alla Giustizia, in collegamento telefonico durante il dibattito.

Non potevano mancare le voci delle articolazioni economico-sociali del Paese: il comm. Pietro Russo e il dott. Senofonte Demitry, consapevoli delle ricadute dell’attività giudiziaria sulla economia e produttività imprenditoriale.

Una giustizia rapida – ha sottolineato Russo, numero uno della Confcommercio Napolipuò incentivare gli investimenti nell’imprenditoria, cosa che oggi non avviene a causa degli oggettivi rallentamenti nella riscossione dei crediti e a causa delle controversie giuridiche e commerciali che impediscono lo sviluppo economico“.

I saluti introduttivi sono stati completati dagli interventi dell’avv. Tullio Tiani, responsabile organizzato della Scuola di formazione ADG e ideatore dell’incontro, e dall’avv. Alfredo Maria Serra, presidente AIGA Napoli, in rappresentanza del mondo forense in evoluzione, attento ai cambiamenti epocali come potrebbe essere quello del CSM.

Secondo Alessandra Clemente, assessore ai Giovani del Comune di Napoli intervenuta durante il dibattito, “il problema dei tempi della giustizia nei modelli economici di sviluppo è fondamentale. Importante parlarne a Confcommercio, realtà economica dove è giusto affrontare lo stato di salute della giustizia, un tema che riguarda tanto le aziende del mondo privato quanto quelle del mondo pubblico“.

Il giudice Aldo Morgigni, consigliere del CSM, ha esposto alla platea la posizione del Consiglio sullo stato dei lavori della Commissione di Riforma, mentre l’avvocato Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, ha rappresentato la posizione degli avvocati penalisti sugli eventuali effetti della riforma.

Il prof. Massimo Siclari, dell’Università di Roma Tre, è intervenuto sugli aspetti costituzionali del CSM e sulle proponibili risoluzioni normative, seguito da un confronto effettuato dall’avvocato Paolo Iorio tra il CSM italiano con il CSM francese.

Il giudice Angelica Di Giovanni, già presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli e autrice di vari scritti sul CSM, ha illustrato un ricorso alla CEDU contro il CSM su profili di incostituzionalità della Sezione Disciplinare.

In conclusione, per Angelica Di Giovanni, “il problema dell’autonomia e indipendenza delle componenti della sezione disciplinare è fondamentale per il CSM e la vita di tutti noi“.

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Convegno – Giustizia e Società Civile – Quale CSM e quale giudice oggi – 29 ottobre 2016

Articolo pubblicato da

Avv. Tullio Tiani
Responsabile Organizzativo
0039 334 69 89 201

Avvocato, abilitato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola (Na) e presso l’Ilustre Colegio de Abogados di Madrid.
Esperto in diritto civile e penitenziario, è Socio Fondatore e Responsabile Organizzativo della Alta Docenza Giuridica s.r.l.s., con la quale organizza eventi e convegni. Dal 2017 si specializza nel settore della privacy e della protezione dei dati personali per enti pubblici e imprese private.
Collabora con lo staff editoriale della Rivista di Diritto ed Economia dello Sport.
Nel tempo libero viaggia e legge.
Parla italiano, inglese e spagnolo.

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