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Concorso in Magistratura – Bando per 360 posti di magistrato ordinario


Ministero della Giustizia – Concorso in Magistratura – Con decreto del 19 ottobre 2016 è indetto concorso per 360 posti di magistrato ordinario, pubblicato nella G.U. n. 90 del 15 novembre 2016 – 4ª serie speciale – Concorsi.

Il termine per la presentazione della domanda è il 15 dicembre 2016.

Domanda

La procedura di compilazione ed invio della domanda di partecipazione è esclusivamente telematica.

I candidati che si sono già registrati al concorso precedente (del 22 ottobre 2015 a 350 posti), possono accedere direttamente alla procedura, senza bisogno di registrarsi nuovamente. Al bando è allegata una scheda tecnica con le istruzioni per compilazione ed invio della domanda. I candidati al Concorso in Magistratura, per poter partecipare alla procedura, devono essere in regola con il pagamento del diritto di segreteria di € 50,00.

Le date delle prove scritte saranno rese note il 7 aprile 2017.

Modalità compilazione e invio domanda 

Registrazione

Accesso alla procedura di compilazione della domanda

Requisiti del Concorso in Magistratura

Per essere ammesso al concorso è necessario che l’aspirante:

  • sia cittadino italiano;
  • abbia l’esercizio dei diritti civili;
  • sia di condotta incensurabile;
  • sia fisicamente idoneo all’impiego a cui aspira;
  • sia in posizione regolare nei confronti del servizio di leva al quale sia stato eventualmente chiamato;
  • non sia stato dichiarato per tre volte non idoneo nel concorso per esami alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;
  • sia in regola con il pagamento del diritto di segreteria.

Categorie ammesse al Concorso in Magistratura

Il candidato deve rientrare, senza possibilità di cumulare le anzianità di servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle seguenti categorie:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • procuratori dello Stato che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti dello Stato, con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C, già prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto Ministeri, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica o, comunque, nelle predette carriere e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
  • coloro i quali hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non sono incorsi in sanzioni disciplinari;
  • laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali previste dall’art. 16 del d.lgsl. 17/11/1997, n. 398, e successive modifiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162;

laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del d.l. 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con l. 11 agosto 2014, n. 114.

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Articolo pubblicato da

Avv. Tullio Tiani
Responsabile Organizzativo
0039 334 69 89 201

Avvocato, abilitato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola (Na) e presso l’Ilustre Colegio de Abogados di Madrid.
Esperto in diritto civile e penitenziario, è Socio Fondatore e Responsabile Organizzativo della Alta Docenza Giuridica s.r.l.s., con la quale organizza eventi e convegni. Dal 2017 si specializza nel settore della privacy e della protezione dei dati personali per enti pubblici e imprese private.
Collabora con lo staff editoriale della Rivista di Diritto ed Economia dello Sport.
Nel tempo libero viaggia e legge.
Parla italiano, inglese e spagnolo.

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